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Navigare meglio - agosto 2008: Slidecasting = slide + audio

Le slide (diapositive) sono sempre state molto utilizzate per illustrare una presentazione. Sul computer, si possono farepossono essere elaborate con programmi come Impress (OpenOffice), Keynotes (Apple) o PowerPoint (Microsoft).

Però fino a poco fa, però, per poter poi condividere la presentazione – cioè il parlato e le slide – in seguito con altri, occorreva riprenderla in video, spesso con una notevole perdita di definizione nelle diapositive,slide, oppure mettere a disposizione separatamente le slide e l'audio, lasciando che il destinatario se la sbrighi da solo per sincronizzarli.

In entrambi i casi, il peso del o dei file coinvolti era notevole, spesso o persino proibitivo proibitivo per la spedizione via e-mail.

Da qualche tempo, invece, le applicazioni web Slideshare.net e myPlick.com consentono di caricare sia le slide sia l'audio online, poi di sincronizzarli in un'unica pagina: il risultato viene poi trasmesso in streaming flash, molto più leggero dei file dia + audio originali. A questo punto basta spedire l'indirizzo della pagina con la presentazione sincronizzata via e-mail oppure, se avete un sito o un blog, inserirvi direttamente la presentazione sincronizzata (vedi esempio nella versione online di questo articolo su www.noimedia.org). La sincronizzazione – sia con Slideshare sia con myPlick – viene spiegata in tutorial molto chiari, però soltanto in inglese.

Riassumendo: una volta caricati i due file si lancia lo strumento di sincronizzazione: appaiono l'oscillogramma dell'audio e le icone delle slide. Ascoltando l'audio, si posizionano le icone al posto corrispondente sotto l'oscillogramma. Con myPick, l'operazione richiede meno abilità manuale, però consente un risultato un po' più preciso con Slideshare.

Un'altra differenza tra le due applicazioni riguarda il file audio: è possibile caricarlo assieme alle slide in myPlick, mentre con slideshare, occorre farlo altrove, ad esempio su archive.org. Di conseguenza, con myPlick è possibile autorizzare lo scaricamento sia delle slide sia dell'audio, mentre con Slideshare non è possibile per l'audio, visto che si trova su un altro sito.

Siccome tutte e due le applicazioni sono gratuite, potete provare sia con l'una sia con l'altra per vedere quale si confà meglio ai vostri scopi, al vostro stile di presentazione presentazione…– e alla vostra destrezza.

Claude Almansi

www.noimedia.org


Esempi:

asas

 

 

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Swiss ePower initiative e Stiftung Produktive Schweiz inducono i parlamentari CH a fare il test di IT-Fitness

21/06/2008 12:37 in scuola, società dell'informazione

In Navigare meglio - dicembre 2007: IT-Fitness: un test poco affidabile, rilevavo - tra altri problemi del test - come era possibile rispondervi indicando qualsiasi nominativo, che veniva poi inserito automaticamente in un certificato e in una valutazione dall'apparenza ufficiale, atto ad indurre in errore un potenziale datore di lavoro. Ed è tuttora così: a ottobre 2007 avevo ottenuto un certificato di IT-fitness a nome di Donald Duck (PDF) - adesso (21 giugno 2008) ne ho ottenuto uno a nome di Mickey Mouse (PDF).

In Parlamentarier sind "IT-fit" (11 giugno 2008), Swiss ePower Initiative [1] annuncia di avere purtroppo indotto - assieme a Stiftung Produktive Schweiz - i parlamentari federali svizzeri a fare questo dubbio test. Siccome la funzione commenti della pagina Parlamentarier sind "IT-fit" produce un messaggio di errore all'invio, ho spedito il mio via e-mail a ePower Initiative:

When Ms Leuthard launched the IT-Fitness certification in October
2007, many people and civil society groups expressed doubts about its
strong Microsoft bias - then denied by the lady in an interview -
where she also acknowledged she had not yet taken the test. See a few
links about this reaction in http://del.icio.us/noimedia/itfitness .
Beyond that bias - still present: over half the questions refered to
Microsoft products when I took the test just now - there were and
there still are 2 other big problems with the test:
- it is not accessible to blind people (questions where you have to
click on a part of a picture
- you can enter any name when you take the test: see the Donald Duck
certificate I got for it back in 2007,
http://siug.ch/it-fitness/donald-duck.pdf and the Mickey Mouse
certificate and result interpretation I got when I redid the test now:
http://noimedia.wikispaces.com/space/showimage/Attestati+Mickey+Mouse+512590430.pdf
and http://noimedia.wikispaces.com/space/showimage/Resultati+Mickey+Mouse+512590430.pdf
(btw, it's "risultati", not "resultati", in Italian).

This means that anyone could ask someone IT- or rather
Microsoft-knowledgeable person to take the test in his/her name, and
then add the resulting IT-Fitness documents in his/her portfolio, thus
inducing would-be employers to think s/he is "IT fit".
I find it sad - but not altogether surprising - that ePower initiative
and Stiftung Produktive Schweiz incited members of parliament to
participate in this charade.

Traduzione:

Quando la signora Leuthard lanciò la certificazione IT-Fitness a ottobre 2007, molte persone e molti gruppi della società civile espressero dubbi in merito alla forte influenza della Microsoft sulle sue domande. Allora la signora negò questa influenza in un'intervista - nella quale però riconosceva di non avere ancora effettuato il test. Vedi alcuni link su questa reazione in http://del.icio.us/noimedia/itfitness .
Oltre a questa influenza - tuttora presente: più della metà delle domande erano riferite a prodotti Microsoft quando ho fatto il test appena adesso - c'erano e ci sono ancora 2 altri gravi problemi con quel test:
- non è accessibile ai ciechi (domande dove occorre cliccare su una parte di un'immagine)
- è possibile inserire qualsiasi nominativo quando si effettua il test. Vedi il certificato Donald Duck che avevo ottenuto nel 2007, e il certificato Mickey Mouse e l'analisi dei risultati che ho ottenuto quando l'ho rifatto adesso:
http://noimedia.wikispaces.com/space/showimage/Attestati+Mickey+Mouse+512590430.pdf
and http://noimedia.wikispaces.com/space/showimage/Resultati+Mickey+Mouse+512590430.pdf
(a proposito, si dice "risultati", non "resultati", in italiano).
Questo significa che chiunque può chiedere a qualcuno che conosce bene l'IT - o piuttosto i prodotti Microsoft - di effettuare il test a suo nome, inserendo poi i documenti IT-Fitness risultanti nel proprio dossier e inducendo così potenziali datori di lavoro a credere che egli / lei stesso/a sia "IT-fit".
Trovo triste - anche se non del tutto sorprendente - che ePower initiative e Stiftung Produktive Schweiz abbiano incitato dei parlamentari a partecipare a questa farsa.

Aggiornerò questo post se ci sarà una risposta.

[1] Quando Swiss ePower Initiative è stata lanciata nel 2005, il sito era soltanto in tedesco e in francese. Quindi avevo creato il wiki http://swiss-epower-initiative.wikispaces.com per radunarvi il testo italiano dell'iniziativa e altre informazioni. Adesso è scomparsa anche la versione francese del sito. Quindi paradossalmente, il testo francese dell'iniziativa rimane soltanto nella pagina ePower+Initiative+in+francese di quel wiki. Tuttavia nel frattempo  la versione tedesca attuale in http://www.epower-initiative.ch/default.asp?V_ITEM_ID=191 è molto più breve - in barba al principio che non si modifica un testo dopo che è già stato firmato da diverse persone. E questi inizianti pretendono dettare all'amministrazione federale come realizzare l'e-governo in Svizzera?

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Navigare meglio - giugno 2008:Segnalibri Diigo: ricercare assieme

Sin dagli esordi dell’internet, le persone che hanno interessi in comune si segnalano a vicenda siti pertinenti via e-mail o tramite liste di discussioni specializzate. Oppure se hanno un proprio sito, vi creano pagine di “link utili”.
Questi metodi susistono, ma con l’avvento degli strumenti di collaborazione online, detti “Web 2.0”, sono nate anche diverse possibilità di creare, aggiornare e condividere più facilmente simili liste di link online anche per chi non ha un sito: vedi del.icio.us, furl.com.
Queste applicazioni, dette di “social bookmarking” (“condivisione sociale di segnalibri”), consentono di installare nel proprio browser l’icona di uno strumento con il quale si può facilmente aggiungere alla lista un segnalibro a partire da qualsiasi pagina e di corredarlo di descrizione e “tag” (parole chiave). Dalla lista è poi possibile vedere tutti i siti segnati con un dato tag – da noi, ma anche da tutti gli altri utenti della stessa applicazione. Questo consente di scoprire persone che condividono i nostri interessi e di seguire gli aggiornamenti che apportano alle loro liste.


Diigo consente tutto questo ma anche di più, come suggerisce il suo nome, che sta per “Digest of Internet Information, Groups and Other stuff” (compendio di informazioni internet, gruppi e altra roba).
Nell’insegnamento – ma non solo – la possibilità di creare gruppi online muniti di forum è utilissima: consente di discutere i risultati delle ricerche già effettuate e di come proseguirne l’approfondimento. Inoltre, “l’altra roba” di Diigo permette di evidenziare passi di una pagina che si aggiunge ai segnalibri e di aggiungervi annotazioni, poi di ritrovare queste aggiunte quando si torna alla pagina tramite il suo segnalibro, di condividerle con altri e di registrarle sul proprio computer.
In questo modo, un docente può facilmente vedere e valutare il modo in cui gli allievi utilizzano i siti che trovano.
“L’altra roba” di Diigo comprende ancora diverse altre possibilità: le potrete esplorare man mano che vi risulteranno potenzialmente utili.
E si rassicurino i paladini della civiltà europea che diffidano delle nuove soluzioni collaborative create da “barbari”: la sede amministrativa di Diigo è nel Nevada ma il suo team “ricerca e sviluppo” è in Cina. Quindi l’Europa ci sta proprio in mezzo.

Claude Almansi
www.noimedia.org

 


 

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Navigare Meglio - aprile 2008: Truffe online - nuovi svilupi

I malviventi sono bravissimi ad avvalersi delle innovazioni tecnologiche. Man mano che gli utenti imparano a riconoscere un tipo
di truffa, i truffatori ne escogitano altre.  Un tempo bastava sapere che se ti arriva un e-mail apparentemente spedito dalla tua prozia che elogiava un surrogato del Viagra in inglese sgangherato era meglio diffidare. Però da quando abbastanza persone lo hanno capito, i malviventi hanno sviluppato nuove tattiche, avvalendosi di nomi eccellenti. La casa d'asta online svizzera Ricardo.ch, proprio a causa della sua serietà, ha visto più volte il suo nome sfruttato da truffatori che
lavorano da soli o in banda.
A febbraio 2007 un centinaio di internauti svizzeri sono stati truffati complessivamente di ca CHF 500'000 con offerte fasulle su ricardo.ch di merci nuove a prezzi stracciati: pagavano in anticipo, ma la merce non arrivava. Poi a giugno, Ricardo.ch ha dovuto emettere una messa in guardia contro gli e-mail intitolati "ricardo.ch Ihre Kontodetails" o "Ihre Rechnung bei ricardo.ch" o "ricardo.ch Online-Rechnung" e spediti da un indirizzo @ricardo.ch: l'allegato era in realtà un virus spione che mandava al vero mittente password, numeri di carta di credito ecc. digitati sul computer. 
E a dicembre 2007, un amico mi ha chiesto di tradurgli una raccomandata in tedesco: l'autore esigeva una play station che quell'amico avrebbe venduta tramite Ricardo.ch o il rimborso del prezzo pagato. E dopo un altro mese il mio amico ha ricevuto due precetti esecutivi (uno su denuncia della DAS Ticino) riguardanti simili operazioni tramite Ricardo.ch.  Il suo avvocato ha spiegato all'Ufficio esecuzione e fallimenti che il suo cliente non aveva un computer e ignorava persino l'esistenza di Ricardo.ch prima di queste rivendicazioni incresciose.
In questo caso, la storia è finita lì. 
Però è preoccupante che né la DAS né l'Ufficio esecuzione e fallimenti abbiano fiutato qualcosa di strano vedendo menzionare Ricardo.ch, considerata la casistica precedente.  Per saperne di più sarebbe bastato contattare lo SCOCI (Servizio di coordinazione per la lotta contro la criminalità suInternet) della Polizia Federale oppure  la Polizia Cantonale.
NB: ho usato qui l'esempio di Ricardo.ch, ma altri nomi rispettabili vengono sfruttati da truffatori per la garanzia che sembrano offrire.

***
Vedi anche


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Navigare meglio - febbraio 2008 - Internet: buchi e rammendi

A volte capita: quando vogliamo aprire un link o una pagina internet segnata nei “favoriti” del nostro navigatore, appare un messaggio “Errore 404 pagina non trovata”. È seccante, ma i rimedi ci sono.
Se il sito non è svanito del tutto, si può fare una ricerca interna per vedere se la pagina sia stata spostata da un’altra parte. Poi, per quelle scomparse di recente, c’è la versione salvata da Google: si ricerca di nuovo il titolo della pagina, poi si clicca sul link “archivio” sotto il risultato.
Invece, per le pagine scomparse da più tempo, si può utilizzare la Wayback Machine (macchina per tornare indietro) dell’Internet Archive (www.archive.org) nel quale vengono salvate regolarmente quasi tutte le pagine internet: si inserisce l’Url (indirizzo) della “pagina non trovata” nella casella apposita, poi si preme Invia: appaiono così i link a tutte le versioni di quella pagina che sono state archiviate: di solito conviene scegliere quello più recente.
Mentre nell’Internet Archive gli Url sono stabili e possono quindi essere utilizzati nei “favoriti” o per creare un link, con l’archivio di Google conviene fare una copia personale della pagina, per sicurezza. Va notato però che questi due archivi conservano sì la parte testo dei siti web, ma raramente gli “oggetti” (immagini, registrazioni audio e video).
Per quanto riguarda invece i servizi che consentono di creare un sito proprio (blog, wiki, ecc.), uno dei criteri di scelta dovrebbe essere la facilità per l’autore - o gli autori - di salvarne un’intera copia, possibilmente riutilizzabile in un altro sito simile.
Esempio: un tempo Anna Veronese - coautrice di Navigare Meglio - ed io ci occupavamo dell’informazione per un’associazione. Per preparare i nostri testi utilizzavamo un wiki privato dell’associazione. Quando la collaborazione con questa associazione è stata interrotta, avevamo ancora l’ultima copia di sicurezza di quel wiki sui nostri computer. Così abbiamo potuto continuare a consultare i nostri appunti di lavoro. E per quanto riguarda le nostre pagine nel sito tradizionale dell’associazione, eliminate dal web nel frattempo, le possiamo tuttora consultare tramite la Wayback Machine.
Quindi se in internet si aprono buchi più spesso che nel mondo della carta stampata, rammendarli è anche più facile.

Vedi anche:

almansi.   Nessun commento

Google Maps per tutti

Google Maps ha lanciato la possibilità per tutti di creare mappe personalizzate con la possibilità di collaborare.

Quando create una mappa con Google Maps potete invitare i vostri amici o collaboratori a modificare ed arricchire la mappa creata. Potete addirittura scegliere di lasciare la mappa aperta a tutti.

Google Maps, oltre a permettere di inserire nella propria mappa segnaposti, commenti, immagini, video, commenti ed altro, consente di incorporare nel proprio sito web la mappa creata.

potete vedere un esempio qua: http://www.lagonirossi.com/index.php/mappa-di-lagoni

o qua  http://aveminiera.googlepages.com/lagonirossiingooglemap

Ma non solo. Infatti, Google Maps è anche in grado di leggere file KML o KMZ, i formati di file utilizzati da Google Earth per lo scambio di dati geografici. Ciò significa che i dati che hai creato su Google Earth ora possono essere visualizzati da tutto il mondo anche su Google Maps.

Per visualizzare il file kml su Google Maps, basterà inserire nella barra di ricerca di Google Maps (ricerca sulle mappe) il percorso del file. Per esempio: http://lagonirossi.com/map/lagonirossi.kml

P.S. La mappa incorporata nel sito passa pure la validazione xhtml

BlueVelvet.   Un commento

Incorporare (embed) un video da youtube, conforme agli standard xhtml 1.0

30/12/2007 14:15 in accessibilità e usabilità

Il problema è noto tutti coloro che vorrebbero una pagina web conforme agli standard xhtml, senza per questo dover rinunciare ad inserire
nel loro sito un filmato ripreso da youtube.

Infatti, non appena si aggiunge alla pagina web (valida dal punto di vista xhtml) un filmato da youtube e si torna al sito della validazione (http://validator.w3.org/), si dovrà scoprire con rammarico che tutto d'un tratto la nostra pagina web presenta degli errori.

Il problema è dovuto al tag <embed> che non rientra nei parametri di XHTML.
L'elemento<embed> è stato creato Netscape al fine di poter incorporare plug-in e players (flash, quicktime ecc.) nelle pagine web.
Non fa parte delle specifiche XHTML e, dunque, invalida le nostre pagine web.

L'out out appare evidente:
Pagina web conforme agli standard XHTML, ma senza filmato? oppure Filmato nella pagina web e rinuncia alla validazione XHTML?

Per fortuna esiste una soluzione che ci permette di avere entrambe le cose (insomma, la botte piena E la moglie ubriaca):

Volendo incorporare un filmato da Youtube, mantenendo la validità della pagina, invece di usare il formato che ci propone youtube:

<object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/73CQIM7ogs8&rel=1"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/73CQIM7ogs8&rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object>

basterà usare il seguente formato:

<object type="application/x-shockwave-flash" style="width:425px; height:350px;" data="http://www.youtube.com/v/7_6B6vwE83U"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/7_6B6vwE83U" /></object>

Come potete notare, il formato suggerito tralascia l'elemento <embed>, rendendo in questo modo il filamto valido ai fini dell'XHTML.

Ho provato ad usare questo formato nel mio sito www.lagonirossi.com e.... davvero funziona.
(nota: potrebbe essere che a volte il sito non risulti valido.... ciò non sarà comunque dovuto al filmato youtube incorporato, ma ad altri pasticci che sto testando.)


L'unico problema pare essere che, per alcuni, questo codice funziona benissimo con Firefox, ma non con IExplorer 7.
Una soluzione potrebbe essere provare in questo modo: 
<object type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="329" data="http://www.youtube.com/v/g_bK1IHTr5E"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/g_bK1IHTr5E" /><param name="wmode" value="transparent" /></object>

Aggiungo che inizialmente entrambi i codici proposti non funzionavano quando aprivo la pagina con Explorer. In realtà, però, dopo
aver fatto alcune prove e dopo aver aggiornato IE 7, il tutto funziona a meraviglia anche con  Explorer.



Le informazioni sono state riprese dal blog (e dai relativi commenti) di Bernie Zimmermann
(vale la pena leggere anche i commenti che propongono varianti e soluzioni interessanti)

BlueVelvet.   2 commenti
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Sono senza parole.... (e non perchè non voglio pagare i diritti)

23/12/2007 00:37 in società dell'informazione

Lo so, questo è, probabilmente, un discorso già datato... ma l'ho letto solo ora:

Il tutto parte da questo articolo del 19 ottobre 2007 su Repubblica.

Cito dal blog di Beppe Grillo:
"
Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro."

Mah, mi pare strano....

E allora vado a leggermelo questo testo (Nuova disciplina dell'editoria e delega al Governo per l'emanazione di un testo unico sul riordino della legislazione nel settore editoriale) e l'occhio mi cade soprattutto su questi punti:

Art. 1 (Finalità generali)   1. La disciplina prevista dalla presente legge in tema di editoria quotidiana, periodica e libraria ha per scopo la tutela e la promozione del principio del pluralismo dell’informazione affermato dall’articolo 21 della Costituzione e inteso come libertà di informare e diritto ad essere informati.

<.........>

Art. 2 (Definizione del prodotto editoriale)  1. Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso. 

<...............>

Art. 5 (Esercizio dell’attività editoriale)  1. Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta pubblicitaria. L’esercizio dell’attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative.

<...........>

Art. 6 (Registro degli operatori di comunicazione)  1. Ai fini della tutela della trasparenza, della concorrenza e del pluralismo nel settore editoriale, tutti i soggetti che esercitano l’attività editoriale sono tenuti all’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione, di cui all’articolo 1, comma 6, lettera a), numero 5, della legge 31 luglio 1997 n. 249. Sono esclusi dall’obbligo della registrazione i soggetti che operano come punti finali di vendita dei prodotti editoriali.

<........>

Art. 7 (Attività editoriale su internet)   1. L’iscrizione al Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale su internet rileva anche ai fini dell’applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa. 2. Per le attività editoriali svolte su internet dai soggetti pubblici si considera responsabile colui che ha il compito di autorizzare la pubblicazione delle informazioni. 


Nella speranza di trovare qualche notizia buona, corro a leggere (avrei potuto anche farne a meno) la Lettera del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio On. Ricardo Franco Levi a Beppe Grillo

Caro Beppe, tu che in merito a questo scrivi: "Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico."

Fallo.... io l'ho fatto già molto tempo fa

BlueVelvet.   Nessun commento
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Il messagggio di Tim Berners-Lee per il "OneWebDay"

21/12/2007 17:31 in società dell'informazione

Mi pare interessante segnalare il seguente video di Tim Berners-Lee ripreso da dotsub



BlueVelvet.   Nessun commento

prova di embed (codice di inserimento) per video ecc.

18/12/2007 18:03 in video, cultura

Codice ripreso dal primo video della pagina http://collaborareonline.wikispaces.com/Introduzione+a+Second+Life 

<object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/synxFmQJ_0A&rel=1&border=0"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/synxFmQJ_0A&rel=1&border=0" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object>

andando su "codice" nell'interfaccia admin del blog, si incolla lo stesso codice che, in chiaro, mostra il video

NB Per non perdersi quando uno si trova in visione codice / sorgente è utile battere una serie di caratteri facilmente reperibili tipo asasasasas per segnare dove inserire il codice di embedding (di inserimento)

almansi.   Nessun commento
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